IL CAMPO DI GIOCO

Da molti anni le testimonianze degli atleti sono considerate un efficace metodo per far riflettere con "sportiva leggerezza" sulle dinamiche relazionali tra le persone, anche fuori dal campo di gioco.
Più in generale, i diversi protagonisti dello sport comunicano una dimensione gioiosa di competizione, dove il gioco esalta la curiosità e la fantasia all'interno di un ambiente con regole ben definite. Una metafora basata su competenza, fiducia nella squadra, lealtà verso i compagni e gli avversari, definizione della strategia e della tattica di gioco.

LA SFIDA

Proprio in virtù del successo delle testimonianze sportive, molti allenatori ed ex atleti si sono "allenati" attingendo a discipline diverse, per migliorare l'efficacia dei loro interventi.
Stimolati da questo fermento creativo, Andrea Zorzi, ex pallavolista, schiacciatore della nazionale italiana di volley degli anni ‘90, ora giornalista e attore teatrale, e Giulia Staccioli, ex ginnasta, danzatrice e attualmente direttrice artistica di Kataklò, la prima e più importante compagnia italiana di "Athletic theatre", si sono posti l'obiettivo di raccontare l'esperienza sportiva attraverso un originale connubio di parole e performance di corpi atletici.

IL RISULTATO

Uno "speech/performance" di 30 minuti, ideato e scritto ispirandosi ad alcuni dei temi caratteristici dello sport.
  • la conoscenza di se stessi attraverso il corpo.
  • i principi di una collaborazione efficace.
  • la gestione di un gruppo di persone che ha obiettivi vincenti.
  • la trasformazione da "gruppo" a "squadra".
  • la motivazione e il mantenimento della stessa.
  • la gestione della vittoria e della sconfitta.
Partendo da esempi di vita sportiva vissuta, vengono enfatizzati gli elementi che hanno contribuito alla costruzione di un team vincente, capace di ripetersi negli anni.
Il tutto supportato dalla forza suggestiva dei corpi di sei performer che, alternando equilibri instabili, collaborazioni sorprendenti e costruzioni stupefacenti renderanno il messaggio più chiaro.
In sottofondo la forza evocativa della musica, che in alcuni momenti accompagnerà il racconto e altre volte diventerà protagonista assoluta, fondendosi e animando i corpi dei performer.
Un racconto, che senza utilizzare il linguaggio convenzionale della formazione, amplifica l'efficacia dell'aneddotica sportiva attraverso la forza della performance atletica, rendendo il tutto più fruibile a un pubblico eterogeneo.