Per entrambi il primo passo è stato nello sport.
Lei giovanissima nella ginnastica, lui adolescente nel volley.
Lei voleva fare danza classica ma era un po' troppo alta e la ritmica era l'unico sport in cui il corpo si fonde con la musica.
Lui voleva stare in mezzo a gente alta e la pallavolo era lo sport per "spilungoni" più vicino a casa sua.
Lei ha vinto tantissimo in Italia e nel mondo, fino a guadagnarsi le Olimpiadi a Los Angeles nel 1984; la prima apparizione della ginnastica ritmica ai giochi olimpici.
Lui ha fatto fatica a controllare le sue lunghissime gambe, ma poi ha incontrato un gruppo di fenomenali atleti e un fantastico allenatore con cui hanno dominato il volley mondiale per anni.

Il primo passo insieme l'hanno fatto dall'altra parte del mondo, alle Olimpiadi di Seoul nel 1988, quando lui ha incontrato lei fuori dal palazzo della ginnastica.
Lei smette giovanissima, a soli 24 anni, perché nella ginnastica la vita sportiva è brevissima, e torna al suo amore giovanile: studia danza negli Stati Uniti.
Anche lui smette giovane, a 33 anni, perché è vero che nella pallavolo gli anni pesano, ma il volley è più benevolo con i suoi discepoli.

Entrambi vecchi sportivamente, ma giovani anagraficamente, trovano le loro nuove strade: lei il corpo, lui la parola.
Lei danza, diventa coreografa e fonda Kataklò, la prima compagnia italiana di athletic theatre, portavoce della cultura italiana nel mondo.
Lui diventa giornalista e attore teatrale e condivide con i lettori e gli spettatori, il patrimonio di esperienze maturate nei campi da volley di mezzo mondo.
Adesso i loro passi s'incrociano di nuovo.
Lui racconta la sua storia con le parole.
Lei dipinge quella storia con i corpi di formidabili performer creando immagini di suggestiva potenza.
Parole per chi ama ascoltare.
Immagini per chi ama guardare.
Parole e corpi che giocano, si scambiano, si rincorrono al ritmo della musica.

Da qui nasce l'idea di "Avventuroso viaggio a Olimpia", uno spettacolo teatrale dove si intrecciano l'epicità della narrazione con la spettacolarità della danza. Un viaggio per raccontare lo sport attraverso una delle sue millenarie meraviglie: le Olimpiadi antiche. Spettacolo prodotto dalla Compagnia Teatri d’Imbarco, con Beatrice Visibelli, Andrea Zorzi e i danzatori di Accademia Kataklò, coreografie di Giulia Staccioli, scritto e diretto da Nicola Zavagli.

Poi prende vita "Team+Performance", il racconto dell'esperienza sportiva di Andrea Zorzi nella nazionale di pallavolo degli anni '90, considerata la "miglior squadra del secolo". Una narrazione che amplifica l'efficacia dell'aneddotica sportiva attraverso la forza suggestiva della performance atletica, rendendo il tutto più fruibile ad un pubblico eterogeneo.

Infine "Playground", un progetto per le Scuole medie e superiori che coniuga parole e corpi. Si racconta come Giulia Staccioli e Andrea Zorzi, due ex-atleti che hanno scritto la storia sportiva del nostro paese, hanno deciso di far dialogare sport e cultura.
Playground è una rivisitazione dello spettacolo teatrale Play, ideato da Giulia Staccioli nel 2008 per rappresentare l'Italia alle Olimpiadi della Cultura di Pechino. Lo sport, l'attività motoria e l'espressione corporea sono alla base di Playground, uno show a quadri, dove l'energia del gesto atletico, l'armonia della danza e della parola si fondono per coinvolgere i giovani con un linguaggio semplice e comprensibile, capace di aggregare e integrare oltre ogni confine culturale, linguistico e generazionale.