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"Scopri gli spettacoli in corso e quelli che hanno fatto la storia di Kataklò..."

Play #RoadToRio2016

Produzione MITO

Kataklò torna a grande richiesta per la quinta volta in terra brasiliana in occasione dei XXXI Giochi Olimpici di Rio con lo spettacolo PLAY.

L’inconfondibile stile visionario della coreografa Giulia Staccioli, fondatrice e coreografa della compagnia dal 1995 è al centro dell’assoluta spettacolarità di Play, show simbolo che ha segnato la storia di Kataklò che ha toccato  i 5 continenti entusiasmando pubblico e critica.

Appositamente ideato nel 2008 per rappresentare l’Italia alle Olimpiadi della Cultura di Pechino su invito del Ministero della Cultura cinese con l’alto patrocinio del Ministero per gli Affari esteri, dell’Istituto Italiano di cultura e dell’Ambasciata italiana, nell’estate del 2010 Play è già stato protagonista di un lungo e prestigioso tour in Brasile toccando 12 tra i maggiori palcoscenici del paese come quelli del Teatro Alfa di San Paolo, del Teatro Municipal di Rio de Janeiro realizzando sold out prestigiosi e affermando il valore e la fama della Compagnia Kataklò in Sud America.

Nel 2012 invece lo show conquista il pubblico e la critica del Nord Europa e della Germania.  Per la stagione 2017/2018  è già in programma una distribuzione nel territorio olandese dove la Compagnia si è distinta e affermata nel 2014 durante il tour dello spettacolo Puzzle.

Play è stato definito “una scossa dell’anima”, strutturato in quadri, ha la capacità di inghiottire lo spettatore in un incantesimo ipnotico e immaginifico. Intuizioni geniali alludono al mondo acquatico di creature fantastiche che guizzano come sirene immerse in atmosfere lunari. A tratti le coreografie virano inaspettatamente nell’ironico senza mai perdere però la loro poetica evocativa. I 7 performer in scena giocano a costruire storie attraverso oggetti di uso comune che diventano strumenti per sperimentazioni beffarde o drammatiche: biciclette, una porta da calcio, una racchetta da tennis, palloni, occhiali e scarponi da sci, affreschi di sport che pulsano nel nero del palcoscenico ed esplodono in mille forme e colori.  L’ordine delle cose si perde e si ricrea attraverso la sensibilità e l’ironia della coreografa che senza perdere la consapevolezza della fatica e dei sacrifici che si celano dietro ad ogni successo sportivo non smette di giocare offrendo diversi livelli di lettura allo spettacolo.

Cartoline di sport da luoghi ed epoche lontani. Ci sono immagini e suoni di Play che rimangono nella memoria. Visioni e variazioni capaci di cogliere nuove sfumature di discipline finalmente libere dalla tensione della competizione. Un’entusiasmante alchimia tra l’energia dirompente del gesto atletico e l’armoniosa intensità della danza. Sono rievocazioni di un passato che ha mantenuto tutta la sua freschezza e la sua forza. Finestre spalancate su di un presente affascinante e sorprendente. L’ironia che traspare è a tratti irriverente ma sempre vivace e accattivante. Il tutto è visto, vissuto e reinterpretato con un tratto coreografico nuovo, non facilmente classificabile.

L’eleganza del movimento si vena di follia, il corpo raggiunge limiti lontani sovvertendo ogni regola. Una forma d’arte nuova e universale che coinvolge e stupisce con un linguaggio semplice e comprensibile oltre ogni confine culturale, linguistico, generazionale. Corpi di danzatori che giocano e creano, sfidano e sperimentano. L’uomo viene visto attraverso i propri stessi limiti. Il traguardo raggiunto è una meta sudata. Il podio una conferma della passione e della dedizione. Ali di una libertà spesso celata ma sempre ambita. Libertà che sola permette all’uomo di narrare anche attraverso il gesto atletico la propria storia.

La raffinata colonna sonora, appositamente realizzata dal noto compositore Ajad, crea un filo conduttore musicale saldamente connesso allo sviluppo dello spettacolo, sostenendone la forza evocativa; mentre gli splendidi costumi valorizzano le coreografie, di cui il disegno luci coglie ogni riflesso. Elementi questi di una spettacolarità che raccoglie gli entusiasmi di un pubblico vasto e internazionale e dalla quale è difficile rimanere impassibili.

 

GALLERY

Note

Spettacolo diviso in due tempi da 40 minuti con intervallo